27 agosto 2006

Viva gli sposi

25 notte ... il tempo che passa lentamente, il cuore che batte impazzito ... il tempo adesso vola, è ora di alzarsi ... la testimone spalanca gli occhi ... oddio ... è mattina ... 26 agosto, il giorno del matrimonio! Si ricorda che quando le fu detto, a dicembre, le sembrava così lontano, e adesso eccola lì, il giorno è arrivato, ancora tutto da preparare ...
ore 15.30, scende le scale di casa con passo non molto sicuro, i tacchi le fanno già male dopo appena 5 minuti, entra in macchina con altri tre compagni di avventura, in una mano la borsetta e la macchina fotografica, nell'altra una busta con scarpe di ricambio, menomale che la mamma pensa sempre a queste cose!
ore 16.30, lo sposo con un sorriso meraviglioso attende gli invitati, un bacio agli amici e poi di corsa a sistemare le ultime cose ...
ore 17.00 ... eccola ... un tuffo al cuore! Lei con il suo vestito così semplice, ancora più bella di sempre, anche se sembra impossile, il passo sicuro, sorriso dolce, si avvicina al suo futuro sposo! Alla sua sinistra la testimone, le sorride, i loro sguardi si incrociano, ancora un sorriso sintomo di complicità ...
La cerimonia ha inizio ... il tempo vola ... scambio di anelli e piccoli baci, quattro firme e tutto è fatto, una nuova famiglia si è formata ... pioggia di riso, foto con amici e parenti ... aperitivo, lancio del bouquet e della giarrettiera, e poi tutti a tavola ... taglio della torta e spumante ... e poi tutti a casa ... l'ultimo sguardo della testimone è per lei, la sua amica, si sente serena, sorride, adesso lo sa, l'amore esiste ancora ...

17 agosto 2006

Mal di vivere

Ma cos'è questo malessere che mina l'umore, che abbatte la volontà e nuoce ai sentimenti? E' difficile dirlo e spesso è impossibile capire perchè si impadronisce di te, ti toglie il sorriso e la tranquillità! Basta un pensiero, a volte una canzone, un film o semplicemente ti svegli una mattina ed eccolo che è arrivato e nessuno sa quando ti lascerà ... E allora cosa fare? Niente! Aspettare che passi, perchè tanto lo sai che prima o poi andrà via da dove è venuto, ma nel frattempo? Buttarsi nel lavoro? Tutto quello che ti permette di non pensare, cercare in qualsiasi modo di non riflettere, non è poi così difficile, il problema è che prima o poi ti fermi e il pensiero va sempre lì, al mal di vivere che non se ne va, non lo puoi mandare via, deve essere lui a lasciarti, il momento lo decide lui! E intanto starsene da soli, inventare mille scuse per non uscire, far credere che hai di meglio da fare, quando in realtà te ne stai nella tua stanza aspettando che finalmente il tuo ospite se ne vada! E quando ritornerai alla noiosa vita di tutti i giorni, quella che poi pensandoci bene, non è poi così tremenda, sorridere e far capire a chi ti circonda che tutto va bene, chiedere scusa in modo celato a chi ti ha più o meno sopportato ... sperando che lo straniero ritorni il più tardi possibile a farti di nuovo compagnia!

"lui non visse ,ma morì mentre era in vita, e non morì tardi, ma morì a lungo"

(Seneca)

15 agosto 2006

Voglia di Pace


Non c'è una strada che porta alla pace,la pace è la strada

Gandhi

03 agosto 2006

Il sonno della ragione genera mostri

Anniversario della strage di Bologna ... per non dimenticare
La strage
Il 2 agosto 1980, alle ore 10,25, una bomba esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario.Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città diverse italiane e straniere.Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti. (testimonianze di Biacchesi e da "Il giorno")La violenza colpì alla cieca cancellando a casaccio vite, sogni, speranze.Maria Fresu si trovava nella sala della bomba con la figlia Angela di tre anni. Stavano partendo con due amiche per una breve vacanza sul lago di Garda. Il corpicino della piccola, la più giovane delle vittime, venne ritrovato subito. Solo il 29 dicembre furono riconosciuti i resti della madre.Marina Trolese, 16 anni, venne ricoverata all'ospedale Maggiore, il corpo devastato dalle ustioni. Con la sorella Chiara, 15 anni, era in partenza per l'Inghilterra. Le avevano accompagnate il fratello Andrea, e la madre Anna Maria Salvagnini. Il corpo di quest'ultima venne ritrovato dopo ore di scavo tra le macerie. Andrea e Chiara portano ancora sul corpo e nell'anima i segni dello scoppio. Marina morì dieci giorni dopo l'esplosione tra atroci sofferenze.Torquato Secci, impiegato alla Snia di Terni, venne allertato dalla telefonata di un amico del figlio Sergio, Ferruccio, che si trovava a Verona. Sergio lo aveva informato che a causa del ritardo del treno sul quale viaggiava, proveniente dalla Toscana, aveva perso una coincidenza a Bologna e aveva dovuto aspettare il treno successivo.Poi non ne aveva più saputo nulla.Solo il giorno successivo, telefonando all'Ufficio assistenza del Comune di Bologna, Secci scoprì che suo figlio era ricoverato al reparto Rianimazione dell'ospedale Maggiore."Mi venne incontro un giovane medico, che con molta calma cercò di prepararmi alla visione che da lì a poco mi avrebbe fatto inorridire", ha scritto Secci, "la visione era talmente brutale e agghiacciante che mi lasciò senza fiato. Solo dopo un po' mi ripresi e riuscii a dire solo poche e incoraggianti parole accolte da Sergio con l'evidente, espressa consapevolezza di chi, purtroppo teme di non poter subire le conseguenze di tutte le menomazioni e lacerazioni che tanto erano evidenti sul suo corpo".Nel 1981 Torquato Secci diventò presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage.La città si trasformò in una gigantesca macchina di soccorso e assistenza per le vittime, i sopravvissuti e i loro parenti.I vigili del fuoco dirottarono sulla stazione un autobus, il numero 37, che si trasformò in un carro funebre.E' lì che vennero deposti e coperti da lenzuola bianche i primi corpi estratti dalle macerie.Alle 17,30, il presidente della Repubblica Sandro Pertini arrivò in elicottero all'aeroporto di Borgo Panigale e si precipitò all'ospedale Maggiore dove era stata allestita una delle tre camere mortuarie.Per poche ore era circolata l'ipotesi che la strage fosse stata provocata dall'esplosione di una caldaia ma, quando il presidente arrivò a Bologna, era già stato trovato il cratere provocato da una bomba.Incontrando i giornalisti Pertini non nasconse lo sgomento: "Signori, non ho parole" disse,"siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia".Ancora prima dei funerali, fissati per il 6 agosto, si svolsero manifestazioni in Piazza Maggiore a testimonianza delle immediate reazioni della città.Il giorno fissato per la cerimonia funebre nella basilica di San Petronio, si mescolano in piazza rabbia e dolore.Solo 7 vittime ebbero il funerale di stato.Il 17 agosto "l'Espresso" uscì con un numero speciale sulla strage.In copertina un quadro a cui Guttuso ha dato lo stesso titolo che Francisco Goya aveva scelto per uno dei suoi 16 Capricci: "Il sonno della ragione genera mostri".Guttuso ha solo aggiunto una data: 2 agosto 1980.Cominciò una delle indagini più difficili della storia giudiziaria italiana.
Eppure la strage era stata preannunciata anche un mese prima, negli ambienti dei servizi se ne troveranno addirittura tracce scritte (rapporto Spiazzi).Sono tre i segnali di quello che nei primi sei mesi del 1980 sta cuocendo nel ribollente calderone della destra eversiva:
Il primo allarme è contenuto in un documento acquisito dalla Corte d’Assise di Bologna intitolato “Situazione mensile del terrorismo – giugno 1980”, in cui tra l’altro si segnala “la particolare pericolosità del terrorismo di destra che (…) può realizzare imprese terroristiche imprevedibili con alta potenzialità distruttiva e destabilizzante"
Il secondo, molto più preciso, è costituito da quanto un detenuto del carcere di Padova, in presenza del suo avvocato di fiducia, riferisce al giudice di sorveglianza: Il 10 luglio 1980, Luigi Presilio Vettore, detenuto per reati comuni, spiegò al magistrato che era imminente un gravissimo attentato da parte di un gruppo estremista. Lo stesso gruppo gli aveva proposto di partecipare a un successivo attentato contro il giudice di Treviso Giancarlo Stiz, a suo tempo impegnato in indagini connesse a quelle sulla strage di piazza Fontana.La fonte di Vettore era il neofascista Roberto Rinani, inserito nella cellula eversiva di Massimiliano Fachini.
Ultimo, ma certo non per importanza, è il rapporto al Sisde con cui il colonnello Amos Spiazzi, a suo tempo coinvolto nell'indagine sulla "Rosa dei venti", preannunciò azioni eclatanti della destra eversiva.Interrogato dal giudice istruttore di Bologna, Spiazzi affermò: “Il mio appunto contiene effettivamente dei riferimenti alla strage di Bologna, come più volte l’ufficio mi ha fatto rilevare..."